Il corpo di Gesù, calato dalla croce,
viene fasciato con cura,
come si fa con ciò che è prezioso. (…)
Gesù, sepolto nella terra,
è il volto mite di un Dio
che non occupa tutto lo spazio.
È il Dio che lascia fare, che attende,
che si ritira per lasciare a noi la libertà.
È il Dio che si fida,
anche quando tutto sembra finito.
E noi, in quel sabato sospeso, impariamo
che non dobbiamo avere fretta di risorgere:
prima occorre restare, accogliere il silenzio,
lasciarci abbracciare dal limite.
A volte cerchiamo risposte rapide,
soluzioni immediate.
Ma Dio lavora nel profondo,
nel tempo lento della fiducia.
Il sabato della sepoltura diventa così
il grembo da cui può sgorgare
la forza di una luce invincibile,
quella della Pasqua.
Leone XIV, 17 settembre 2025
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