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Come rinasce un monastero: monache cistercensi di Cortona

Non è del tutto giusto dire “rinasce”: il monastero delle Cistercensi di Cortona era in realtà ben vivo. Ma era vivo come un bellissimo focherello sotto la cenere: braci calde, resistenti, formatesi in una lunga combustione. Ma essendo sotto la cenere, a molti pareva che fosse giunto (da tempo) il momento di dare due colpi di paletta e liberare quei grandi, maestosi edifici, troneggianti sul fianco della collina di Cortona, che può definirsi uno fra i posti più suggestivi d’Italia. D’altronde il riutilizzo dei sacri edifici era facile: già vari monasteri cortonesi – le Duchesse, il monastero maschile dei Cistercensi e certamente altri erano stati venduti e adibiti vuoi a residenza estiva di università americane, vuoi ad albergo in questa cittadina turistica. Poco ci voleva per fare del nostro monastero una residenza per anziani, oppure una struttura per turisti, potremmo anche chiamarli pellegrini.

Cosa ci vuole invece perché un monastero non muoia, ma rinasca a nuova vita? La risposta è semplice e sempre ne siamo state convinte: ci vuole qualcuno che lo desideri, ci creda, prenda a cuore la cosa, sia disposto a lavorare e faticare un po’ per questo.

Dovranno essere monaci e monache, autorità ecclesiastiche e popolo di Dio.

In questa vicenda si sono presentati tutti gli attori:

  • La prima mozione è venuta dal desiderio di unità di un Abate Generale (don Bernardo Olivera, OCSO), all’interno della sua Famiglia monastica
  • La seconda,  dall’impulso di filiale obbedienza a questo desiderio nel cuore di alcune monache (di Valserena)
  • La terza, dalla straordinaria apertura, umiltà e saggezza profetica del giovane cuore di una Badessa ottantenne (madre Giuliana di Cortona)
  • La quarta, da un fedelissimo amico laico della comunità, rappresentante del popolo di Cortona presso il Vescovo (signor Giorgio Scirghi)
  • La quinta, dalla fiduciosa parresia di un Vescovo, che ha trovato eco nel cuore di una comunità (Mons. Gualtiero Bassetti)
  • La sesta dalla benevolenza cortese di un Abate che, senza affatto credere nel progetto, pronunciò tuttavia, ispirato da Dio, una triplice benedizione su di esso; e una volta che la benedizione attecchì, ne custodì fedelmente il seme (Don Luigi Rottini)
  • La settima dall’umiltà di un altro Abate (don Giacomo Brière), che avendo dapprima osteggiato il progetto, lo curò e lo servì poi con paterna dedizione. E in seguito potremmo dire lo stesso dalla benevolenza di altri Abati Generali che seguirono …
  • L’ottava, dalla fede, dalla speranza e dal coraggio indomito di due Comunità

Figura 1 – Monastero di Valserena, Cistercensi della stretta Osservanza

Ma con tutto questo, nulla avremmo potuto fare senza la benedizione della Chiesa: che, nella persona del Segretario della Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata Arcivescovo Piergiorgio Silvano Nesti, Passionista, ci fu veramente Madre, accogliendo, incoraggiando, promuovendo e custodendo il progetto, fino al momento in cui lasciò l’ufficio, 10 luglio 2006.

Riportiamo qui alcune parole da una sua lettera, del 28 agosto 2004:

È compito di questo Dicastero promuovere e tutelare la vita contemplativa, vagliando e accogliendo tutti tentativi appropriati, volti a dare vita a nuove fondazioni o a favorire la ripresa di Monasteri in difficoltà.

Ora, nel desiderio di evitare la chiusura di un Monastero di antica e nobile tradizione quale quello Cistercense della SS. Trinità di Cortona e anzi auspicandone la rinascita, è stata molto apprezzata l’offerta di aiuto e collaborazione da parte della Comunità Cistercense della Stretta Osservanza del Monastero di N. S. di Valserena.

Da qui ebbe inizio la storia del Patto fra le due Comunità.

 

Gli inizi : 1997-2000

 

Il rapporto della nostra comunità di Valserena (Ordine Cistercense della Stretta Osservanza) con la comunità di Cortona (Ordine Cistercense) era iniziato negli  anni 70, quando una loro monaca, sr Immacolata, aveva trascorso un periodo da noi. Si limitava abitualmente allo scambio degli auguri per Natale e per Pasqua.

Nel 1997, in prospettiva del centenario di Citeaux (1098 – 1998) Madre comune di entrambi gli Ordini,  dom Bernardo Olivera, Abate Generale OCSO,  invitava le Comunità a stabilire rapporti di amicizia coi monasteri Cistercensi. Questo perché, nell’epoca dell’ecumenismo, era ormai tempo di dissipare quella certa freddezza causata dalle vicende storiche che avevano poi portato alla divisione in due Ordini.

La richiesta ci trovò sensibili e prese spazio particolarmente nella priora della comunità, sr Luciana, che chiese alla madre di poter costituire un gruppetto di sorelle che approfondissero la questione: benissimo!

Quell’anno, invece che limitarci come di solito a una risposta formale agli auguri di Natale, scrivemmo per prime, esprimendo il desiderio di conoscerci: benissimo!!! Subito ci invitarono ad andarle a trovare alla prima occasione e – se ci capitava qualche vocazione troppo debole di salute per noi – di portargliela pure. Stranamente dopo poco tempo l’occasione si presenta: a una ragazza che chiede di entrare ma che non possiamo accogliere per un problema rilevante, facciamo la proposta di portarla e presentarla noi stesse a Cortona. Si parte fra le 5 e le 6 di una mattina fredda, buia e piovosa. Per la strada il tempo non migliora, e in direzione Arezzo-Cortona, complice il lago Trasimeno, il banco di nebbia è tale che non vediamo più nemmeno il cofano dell’auto. A velocità ridottissima cominciamo a salire verso Cortona. Salendo, la nebbia pian piano si dirada. Alla nostra sinistra, emerge dalle brume una cupola maestosa, che ricorda quelle fiorentine del Brunelleschi. Dopo poco un’altra cupolina, là più lontano un campanile…. A un bivio denominato “il Torreone” si imbocca una stradina stretta che costeggia un precipizio e, improvvisamente, si apre una visione straordinaria: la nebbia è totalmente svanita, un cielo azzurrissimo inondato dai raggi del sole ci sovrasta, e illumina sotto di noi una spessa coltre di nubi candide e scintillanti come neve. Al di sotto ogni cosa è stata inghiottita, al di sopra brillano i campanili di quella che sembra proprio la Gerusalemme celeste. La stradina con sotto il precipizio pieno di bianche nubi è un po’ impressionante, ma laggiù, all’angolo della coltre bianca, emerge maestoso e monumentale un antico cimitero! Non abbiate paura, se andiamo nel precipizio rimbalziamo dritte dentro al cimitero e da lì siamo già nel paradiso!

Figura 2 – Panorama dal Monastero di Cortona

Figura 3 – Panorama dal monastero, la chiesa di S. Francesco

Nel paradiso galleggiamo tutto il giorno: l’accoglienza delle sorelle è semplice e festosa, dal grande orto e da tutte le finestre che si affacciano sulla valle si vede lo stesso spettacolo paradisiaco; la fanciullina che abbiamo portata ne ha gli occhi pieni e dice: Voglio restare qui. Le sorelle dicono: venite ad aiutarci; il cuore dice: questo posto non può morire.

Anche se spesso, in seguito, si vedrà nebbia a valle e sole sulla collina, uno spettacolo così splendido non lo vedremo mai più. Il Signore voleva farci innamorare e ci è perfettamente riuscito.

Figura 4 – Il chiostro del Monastero

Naturalmente non tutto va subito liscio, il cammino è lungo.

Fin dalla nostra prima visita, noi abbiamo una impressione favorevole della Comunità, e le sorelle ci fanno presente la loro situazione di bisogno e ci chiedono di aiutarle, domanda che verrà poi rinnovata di tanto in tanto.

Il rapporto continua in seguito con la collaborazione per la formazione della loro novizia, finché questa esce.

 

Prima tappa – dal 2000 al 2008

Figura 5 – le due prime sorelle con Madre Giuliana

 

Possiamo ridire i passi e le date di questa storia, difficile è rendere il senso di miracolo, la sensazione di essere portate e insieme la gioia e il lavoro di una avventura che ci appassionava.

Ciascuno può intuire qualcosa pensando alla propria storia nella grande storia della Chiesa: nessuna esperienza può essere data all’uomo più grande e appassionante che costruire, là dove Dio lo ha posto, con la propria vita un pezzo della storia della Chiesa, che è storia della salvezza e Regno di Dio.

E inversamente, a ciascun battezzato viene concessa questa grazia, occorre solo divenirne coscienti.

 

 

 

 

Figura 6 – Madre Luciana e Mons Bassetti al Pozzo della Venerabile Veronica Laparelli

 

Leggi: Storia sintetica dei passi compiuti: Prima tappa dal 2000 al 2008

Leggi: La pasqua di madre Giuliana

La coscienza dell’ideale che ci ha sostenute, era tutta compresa nello spirito del Patto:

Patto di aiuto

Fra la Comunità Cistercense della SS. Trinità di Cortona

E la Comunità Cistercense della Stretta Osservanza di N.S. di Valserena

Figura 7 – La comunità del Patto – visita dell’Abate Generale OCSO e del padre Immediato di Valserena

 

STATUTI

Prologo: lo spirito del Patto 

La Comunità della SS. Trinità di Cortona, O.C., constatata l’impossibilità di continuare a vivere con le sole proprie forze e considerata realisticamente la minaccia di chiusura del monastero, chiede aiuto alla Comunità di Nostra Signora di Valserena, O.C.S.O., incoraggiata e sostenuta in questo passo dal proprio Vescovo, Sua Eccellenza Mons. Gualtiero Bassetti, Vescovo di Arezzo, Cortona e Sanseplcro.

La Comunità di Valserena si impegna a inviare un gruppo di sorelle in aiuto a Cortona. Lo scopo è duplice: raccogliere la preziosa eredità di storia e santità delle monache Cistercensi di Cortona e assicurarne la continuità; prestare il proprio apporto di forze materiali e spirituali, per fare di due uno, realizzando una sola Comunità Cistercense.

Le due Comunità sono coscienti che il risultato sarà una comunità nuova, erede insieme di Cortona e di Valserena, e si aprono alla grazia e alle esigenze di questo dono di vita, che richiederà a ciascuna di rinunciare a qualcosa di proprio, per ricevere una ricchezza più grande per tutte.

Intraprendono questo tentativo con la fiducia nella sostanziale unità del Carisma Cistercense, sotto la protezione di Nostra Signora di Valserena,  a gloria e lode della Santissima Trinità.

 

Leggi: Patto di aiuto 

Leggi: Relazioni alla CIVCSVA

 

Seconda tappa: il compimento – 2008 – 2015

Dopo i primi, incerti passi iniziali, gli avvenimenti hanno incominciato a volare.

Sparivano ad uno ad uno gli artefici del Patto:

  • Monsignor Nesti lasciava il suo Ufficio di segretario della CIVCSVA nel 2006, affrettandosi poi ad andare in cielo nel 2009.

Siamo certe che da là abbia guidato più facilmente gli avvenimenti verso la loro felice conclusione.

  • Don Bernardo Olivera, abate Generale OCSO, lasciava il suo incarico nel 2008.
  • Nel 2009 Monsignor Gualtiero Bassetti lasciava la diocesi di Arezzo-Cortona-Sansepolcro per la diocesi di Perugia.

Viene ricordato per l’attenzione ai giovani e alla famiglia, l’attenzione privilegiata al sociale, ai seminari; nessuno si ricorda della sua attenzione al mondo della preghiera e della contemplazione: ma noi sì, e il Signore, certamente, anche.

  • Don Mauro Esteva, Abate Generale O Cist., scadeva dal suo incarico nel 2010.

Perplesso da sempre riguardo al Patto di Cortona, prima della scadenza chiedeva di arrivare a una chiarificazione. A questo punto, avemmo una grande paura; ma felicemente la soluzione veniva trovata nel passaggio della superiora, Madre Luciana Pellegatta, all’Ordine Cistercense. Il passo, in sé non facile ma nella logica del Patto, veniva compiuto con coraggio e determinazione alla presenza di don Mauro, che in seguito nominava Madre Luciana Priora Amministratrice di Cortona.

Figura 8 – Passaggio di madre Luciana all’Ordine Cistercense

Figura 9 – Passaggio di madre Luciana all’OCist –  Capitolo con l’Abate Generale dom Mauro Esteva

  • Anche don Mauro si affrettava poi verso il cielo, nel 2014.
  • Il 2 settembre 2010 veniva eletto Abate Generale dell’Ordine Cistercense don Mauro Lepori. La sua elezione dava la svolta-chiave alle vicende di Cortona.
  • Nello stesso anno, Dom Mauro sostituiva don Luigi Rottini nella carica di Padre Immediato di Cortona. Don Luigi, cui serbiamo tanta gratitudine, per essere stato il primo membro dell’O. Cist. a benedire il Patto, è partito anche lui per il cielo, il 12 settembre 2019.

Figura 10 – Celebrazione del padre Immediato, Dom Luigi Rottini

Già erano cominciate ad arrivare le prime aspiranti: se ne sono presentate, una dopo l’altra, 4, due delle quali hanno perseverato e sono oggi (2020) professe temporanee della comunità.

In questi anni, da un lato il carisma personale di insegnamento monastico che caratterizza don Mauro Lepori, riconosciuto da monaci e monache dei due Ordini, ci unificava tutti nell’ascolto, manifestando un cor unum che andava al di là delle nostre speranze. D’altro lato, il suo sostegno e vicinanza paterna e cordiale alla comunità di Cortona ha affrettato il processo, che con nostro stupore poteva arrivare alla sua conclusione già nel 2015.

Figura 11 – Celebrazione dell’Abate Generale OCist. Dom Mauro Lepori al passaggio delle sorelle di Valserena all’Ordine Cistercense, che sancisce la conclusione del Patto

Il 20 agosto 2015, Solennità di San Bernardo, le due sorelle di Valserena presenti da tempo in Cortona, sr Maria e sr Benedetta, cambiavano la loro stabilità per Cortona.

In questo modo, la comunità era completamente composta da monache cortonesi, non c’era più un gruppo di Valserena, il Patto trovava così il suo compimento.

Figura 12 – Cambio di stabilità delle sorelle di Valserena:, sr Benedetta, sr Maria

Figura 13 – Cambio di stabilità e promessa di obbedienza

Figura 14 – In Capitolo: cambio di stabilità e promessa di obbedienza

Subito dopo sr Maddalena, la grande colonna ottuagenaria della Resistenza di Cortona e del sì al patto, esausta, poteva finalmente partire anche lei per il cielo.

Figura 15 – Le due colonne

Il 14 settembre 2015 madre Luciana veniva eletta Badessa, seguiva la benedizione abbaziale il 13 dicembre.

Figura 16 – Elezione di Md. Luciana

Figura 17 – Foto della Comunità di Cortona nel 2015

 

A Gloria di Dio – Amen

Monica della Volpe

Altre immagini del Monastero di Cortona

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