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In tempo di sinodalità

In tempo di sinodalità
 

Dalle sorelle del Monastero santa Chiara di Via Vitellia – Roma

 

Mentre tutta la Chiesa si sta muovendo con solerzia e impegno sulla via della sinodalità, anche noi abbiamo cercato di farcene promotrici, attraverso un’iniziativa in cui abbiamo voluto coinvolgere gli abitanti del nostro quartiere. Si sa, Roma è una metropoli con milioni di abitanti e questo rischia di spersonalizzare i rapporti. Ebbene, la nostra esperienza ci ha fatto concludere che non è così, o per lo meno che si può cercare di scrivere una storia diversa.

Ma andiamo con ordine. Tutto è nato dal percorso di ecologia integrale che la comunità ha portato avanti nel 2021-22 aiutata da fra Francesco Zecca, che ha avuto come frutto la stesura di un programma comunitario che prevedeva anche la valutazione della possibilità di installare un impianto fotovoltaico per la produzione di energia elettrica ad uso del nostro monastero. Nelle feste di Natale 2022 abbiamo accennato dell’iniziativa all’ing. Alessandro Filippi, un caro e competente amico della comunità, che ci ha proposto di allargare gli orizzonti e di pensare ad una comunità energetica rinnovabile.

Detto fatto. Abbiamo preparato una locandina di invito rivolta agli abitanti del quartiere, facendola circolare sui social, ma non disdegnando neppure i vecchi metodi, vale a dire la semplice affissione sul cancello della chiesa e del monastero. La quantità di telefonate che abbiamo ricevuto nei giorni successivi ci ha fatto capire che c’era interesse, confermato dalla presenza di 50-60 persone all’incontro fissato il 14 gennaio 2023, durante il quale l’ing. Filippi ha chiarito a tutti il motivo per cui ci trovavamo riuniti in quella fredda mattina d’inverno, nel parlatorio di un monastero che la maggior parte delle persone del quartiere non sapeva neppure che esistesse.

Presentazioni, scambio di contatti, dopo di che è iniziato un dialogo che non è più terminato. La provvidenza ha voluto che fosse presente tra noi una giovane sorella ingegnere, che si è capita al volo con gli ingegneri presenti, con i quali è iniziato un alacre e preciso lavoro di raccolta dati, che ha comportato la scrematura dei possibili aderenti… purtroppo solo quelli che rientravano nella nostra stessa cabina di trasformazione primaria! Ma alcuni degli esclusi hanno voluto comunque continuare ad aiutarci, tanto era l’interesse e l’entusiasmo per il progetto. Anche tra i futuri soci ci sono state alcune preziose disponibilità, per cui abbiamo potuto fare autonomamente lo studio di fattibilità: belli davvero gli incontri di lavoro, attraverso i quali sono nati e si sono rafforzati legami di amicizia e di solidarietà.

Il 30 settembre 2023 un altro incontro in monastero ha visto intervenire i possibili aderenti, ai quali abbiamo potuto parlare della nascente comunità energetica con precisione di dati, perché ciascuno potesse decidere con cognizione di causa.

La solerte commissione di lavoro – attenta a tutto quello che il governo stava pubblicando in merito – si è poi occupata di stendere uno Statuto da sottoporre agli aspiranti soci, da firmare insieme all’atto costitutivo e al regolamento. Tante le revisioni delle prime bozze, per arrivare ad un documento definitivo che è stato presentato ai soci il 16 giugno 2024, giorno memorabile della costituzione della Comunità energetica rinnovabile “CER – La pianticella”, associazione non riconosciuta, ora già anche “battezzata” dall’Agenzia delle Entrate con l’attribuzione di un Codice fiscale.

La liturgia di quella domenica ha accompagnato così questo passo:

«Così dice il Signore Dio: ‘Un ramoscello io prenderò dalla cima del cedro, (…) e lo pianterò sopra un monte alto, (…). Metterà rami e farà frutti e diventerà un cedro magnifico (…)’» (Ez 17,22-23)

«È come un granello di senape che, (…) è il più piccolo di tutti i semi che sono sul terreno; ma, quando viene seminato, cresce e diventa più grande di tutte le piante dell’orto e fa rami così grandi che gli uccelli del cielo possono fare il nido alla sua ombra» (Mc 4,31-32)

A suo tempo avevamo descritto il percorso che stavamo compiendo in queste tappe successive:

  • Fase 1: Il coraggio dell’inquietudine
  • Fase 2: L’intrepido passo dei sognatori
  • Fase 3: La felice concretezza dei piccoli

Eccoci arrivati a quest’ultima impegnativa fase. Attualmente gli unici produttori saremmo noi, anche se non escludiamo la possibilità di un ampliamento della comunità, grazie a nuovi contatti che anche di recente si sono fatti vivi e hanno mostrato interesse. Per quanto ci riguarda, l’installazione dei pannelli prevede ovviamente autorizzazioni dalla Soprintendenza di non facile ottenimento, perché il monastero è in una “zona archeologicamente significativa…”  e quale zona di Roma non lo sarebbe? Per ora siamo in un dialogo che ci è sembrato promettente e aperto a buone prospettive.

Termino con ciò che abbiamo scritto in apertura allo statuto della comunità, che bene riassume ed esplicita il nostro intento.

“I membri fondatori si sono adoperati per dar vita a questa Associazione perché, attraverso le sue attività, molto più che produrre dei marginali benefici economici, possa essere un piccolo contributo a favore di tutta l’umanità, a partire dalla cura del creato, nostra “casa comune”, attraverso atteggiamenti e comportamenti nuovi che, rispetto alle dilaganti logiche individualistiche e di profitto che sempre più ci pongono in competizione e contrapposizione, permetta di condividere un’esperienza di dialogo, di confronto, di impegno, di collaborazione, capace di valorizzare il contributo di tutti e di ciascuno, a beneficio dei soci ma anche della realtà che ci circonda”.

A laude di Cristo, del poverello Francesco e della sua pianticella Chiara. Amen!

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Pubblicato in Monasteri, Vita consacrata

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