di Monica Della Volpe
Organizzati da Fernanda Barbiero
Abbiamo avuto altri due appuntamenti: il 23 gennaio 2025 Madre Noemi Scarpa, Badessa del monastero delle Benedettine di Bastia Umbra, ci ha parlato con competenza e vivacità carismatica del tema:
COSA CERCANO LE GIOVANI CHE BUSSANO ALLE PORTE DEI MONASTERI?
Ci è sembrato un incontro un po’ straordinario, nel senso di fuori dell’ordinario e anche di particolarmente utile e incisivo: grazie di questa scelta.
Certamente madre Noemi ha un carisma particolare, ha dato vita a una comunità particolare, che non si tratta tanto di imitare quanto di ascoltare. Non riteniamo utile tentar di riassumere quanto ci è stato presentato, da lei, da due delle sue giovani in formazione, dalle immagini; è possibile riascoltare le registrazioni. Ci sembra utile riascoltare soprattutto alcune sue parole ricorrenti e riflettere, cercando di cogliere la realtà che c’è dietro senza filtri e senza pregiudizi.
La parola che ricorre più spesso è proprio: ascoltare; poi accogliere, sospendere il giudizio, per scoprire ciò che i giovani, o meglio questa giovane persona che ho davanti ha dentro di sé e aiutarla a entrare e a scoprire a sua volta quello che ha dentro.
Madre Noemi studia psicologia, ma non è prima di tutto una psicologa, è una donna e una madre, i beni oggi più rari, preziosi e necessari alla nostra società e anche ai nostri monasteri e anche alla nostra Chiesa.
In un tempo in cui la donna viene, ormai da decenni, “promossa” spogliandola delle caratteristiche più profonde della sua femminilità e costringendola a fare di sé la brutta copia di un uomo, nella carriera, nel successo e nel potere, è bello trovare proprio nella vita monastica una donna vera e libera, che ha saputo arricchirsi da quanto la modernità poteva darle senza snaturarsi.
E dunque con semplicità madre Noemi, dopo avere accennato al vorticoso cambio delle generazioni, avvertendoci che i giovani sono diversissimi da come noi eravamo (noi generazioni del dopoguerra ma anche noi millennial) ed è quasi impossibile stare al passo del cambiamento continuo; dopo averci un po’ spaventato con le generazioni zeta, alfa e beta, le loro comunicazioni digitali e con l’avvertenza che questi giovani non parlano e non ragionano come noi perché non pensano come noi; dopo averci spaventato in realtà ci rassicura. … (segue)
L’11 febbraio 2025 si è tenuto l’incontro, programmato per le Superiore Generali e Provinciali e inserito in seguito in questa serie, sulle
CRITICITÀ E VITALITÀ EVANGELICA DEGLI ISTITUTI RELIGIOSI
L’incontro è stato tenuto da Padre Giuseppe Crea, Missionario Comboniano, psicologo e psicoterapeuta, esperto in problematiche di gruppo e in problematiche della Vita religiosa e dal Dott. Fabrizio Mastrofini, giornalista esperto in temi etici e religiosi e collaboratore della Pontifica Accademia per la vita. I due presentavano un loro libro prodotto in collaborazione, dal titolo: LA FEDE MALATA.
La competenza professionale degli oratori ha evidentemente dettato il linguaggio e lo stile dell’incontro, nel tentativo di affrontare le domande: COSA NON FARE – COSA FARE – COME FARE? Che sorgono in presenza delle criticità.
Pensiamo che il modo migliore per approfondire l’argomento, forzatamente trattato per cenni, sia pure con grande competenza e professionalità dai relatori, sia rinviare alla lettura del libro presentato.
Nonostante la complessità degli argomenti trattati, alcuni valorosi interventi hanno fatto seguito, dimostrando l’interesse delle partecipanti.
Citiamo per tutti Madre Emanuela delle Clarisse di Lovere, che ha evocato uno sguardo contemplativo di fronte al presentarsi di criticità che sono in effetti opportunità; ciascuno di noi è creato a immagine di Dio, il presentarsi di una ferita profonda richiama la necessità di un dono profondo. Le risorse per far fronte si trovano all’interno e non all’esterno della comunità.
Apre e chiude l’incontro Madre Micaela Monetti, Presidente USMI.
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