di Sr Fatima Giliberti
Volentieri presentiamo questo resoconto, che viene pubblicato sul sito OCSO per i formatori, per far conoscere la notizia di questo tipo di incontri che da molti anni sta dando buoni frutti. I formatori e formatrici si trovano a turno in diversi monasteri e hanno il vantaggio di conoscere più realtà monastiche, di fare amicizia fra loro, scambiare esperienze e anche dialogare con profondità sui temi che vengono loro proposti da persone (generalmente monaci) di dottrina ed esperienza. Lo scambio, continuato nel tempo, si rivela molto arricchente e l’amicizia è di grande sostegno in un compito non facile. Con gli anni gli incontri si sono allargati a rappresentanti di altri carismi contemplativi. Evidentemente volendo conservare il carattere di piccolo gruppo a questo allargamento c’è un limite, ma alcuni hanno tratto ispirazioni di metodo per ritrovarsi nella propria Congregazione.
Dal 30 giugno al 5 luglio 2025 si è svolto l’incontro Formatori Italiani presso il Monastero Nostra Signora di San Giuseppe di Vitorchiano, che quest’anno oltre ad essere Chiesa Giubilare ricorda i 150 anni di fondazione (San Vito 1875 – Vitorchiano 2025). Il caldo estivo non ha impedito ai numerosi partecipanti, Cistercensi OCSO, Benedettini, Benedettine dell’Adorazione Perpetua, Agostiniane, Carmelitane Scalze e, come invitate speciali, due sorelle del Verbo Incarnato, di raggiungere il monastero, lieti di ritrovarci in questo anno giubilare e di vivere questo incontro nella preghiera, nella gratitudine e nel desiderio di lavorare insieme per la formazione.
Dopo un primo momento di accoglienza dei nuovi partecipanti, di presentazione del gruppo, del tema e del programma, abbiamo dato il benvenuto a Padre Fernando Rivas [1], conferenziere esterno, e a Madre Monica Della Volpe, moderatrice dei dialoghi. Nelle successive due giornate Padre Fernando ha esposto con autorevolezza, saggezza e sapienza monastica il tema della preghiera come unità di tutta la vita del monastero, suddiviso in quattro conferenze. Al termine di ogni conferenza c’erano i dialoghi moderati da Madre Monica con l’aiuto della sua notevole esperienza monastica, e a cui ha partecipato lo stesso Padre Fernando arricchendoli di ulteriori preziosi interventi.
Nella prima conferenza Padre Fernando ha descritto come tutte le componenti della nostra vita sono realtà sacramentali collegate alla dimensione della preghiera, invitandoci a riscoprire con i novizi e le novizie il significato di ogni cosa che viviamo per aiutarli ad entrare piano piano in una vita di preghiera. Una preghiera filiale, capace di compunzione (cuore della preghiera) che va a risvegliare tutti i sensi spirituali fino alla pienezza della carità di Cristo in noi.
Nella seconda conferenza ci ha parlato della preghiera come risposta a tutto ciò che il Signore ci pone davanti nella nostra vita: di fronte a questa realtà si può decidere o di rendere grazie (preghiera per eccellenza di Cristo) o di mormorare. La lamentela deve aprirsi e diventare dialogo con Dio, ossia compunzione: piangere davanti a Dio.
Nella terza conferenza ha descritto la dimensione relazionale e il senso cultuale della preghiera, ossia dell’offerta. Con la nostra preghiera entriamo nella stessa preghiera di Cristo, eterno dialogo tra Padre e Figlio nello Spirito Santo. I monaci vanno in coro per offrire non bei canti ma il corpo e l’anima (sacrificio materiale della vita), dove l’offerta è intesa come gesto con il quale si riconosce che tutto è dato da Dio. In questa offerta Cristo vive e prega in noi offrendo la nostra vita al Padre.
Nella quarta ed ultima conferenza ha parlato del ruolo dello Spirito Santo nella preghiera, Colui che grida “Abbà Padre”, che ci guida e opera in noi per farci progredire se lo riconosciamo e accettiamo, anche nei momenti della prova (esperienza di morte e resurrezione che spesso si trova nei salmi). La voce dello Spirito Santo si riconosce nelle Scritture, nell’esperienza personale, nell’esame di coscienza che ci fa fare memoria di Dio. La presenza di Dio è una costante nella tradizione monastica e ha tre fonti: Dio stesso; i defunti santi e non santi che ci accompagnano e guidano; e gli angeli che ci custodiscono. Un intreccio di mondo visibile e mondo invisibile, realtà anche delle nostre celebrazioni liturgiche terrene (Ufficio, Eucarestia) tramite le quali siamo ammessi alla liturgia celeste, una liturgia celebrata da “Cristo tutto intero” che include tutti.
Nelle seguenti giornate, 3 e 4 luglio, alcune sorelle e fratelli Cistercensi OCSO hanno esposto un breve elaborato seguito da dialoghi e scambi pastorali coordinati e arricchiti dall’esperienza formativa stessa di Madre Monica che si completavano con gli argomenti esposti da Padre Fernando Rivas: Sr. Alba di Vitorchiano ci ha parlato del Recupero della coscienza; Pd. Giovanni di Boschi, La lectio divina: sacramento della conoscenza di Dio; Fra Michele di Frattocchie ha letto l’intervento di Dom Loris, Piccolo elogio dell’Eucarestia quotidiana; e Sr. Valeria di Valserena, Il valore teologico della fraternità: sfide e potenziale formativo. L’incontro è terminato con la valutazione e la programmazione per il prossimo anno, e con i ringraziamenti di tutti.
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[1] Padre Fernando Rivas, OSB, Decano della Facoltà di Teologia del Pontificio Ateneo Sant’Anselmo di Roma e Coordinatore Istituto Monastico.
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