di Sr. Paola Maria Pasta
Segnaliamo questo convegno come avvenimento non solo per studiosi, ma per esprimere l’interesse per i carismi monastici vivi e parlanti ancora oggi, sia fra le monache Benedettine, sia nel popolo di Dio. Molto bello che queste occasioni possano esprimere anche la comunanza di vita e di ricerca spirituale fra comunità sorelle, che esprimono diverse modalità di incarnare lo stesso Carisma e di ricercare un accesso e una conoscenza sempre rinnovata al Cuore di Gesù.
A Montefiascone (VT) il giorno 13 settembre si è tenuto un convegno dal titolo “La provocazione del cuore” sulla figura della monaca mistica Maria Cecilia Baij vissuta proprio nel monastero delle benedettine di Montefiascone dal 1713 al 1766 anno della sua morte.
Entrata a 19 anni in questo monastero ha ricevuto grazie mistiche e la missione di scrivere, sotto dettatura di Gesù, diverse opere che rendono note esperienze mistiche in cui ha conosciuto la vita interiore di Gesù, la vita di s. Giuseppe e di S. Giovanni Battista, come gli incontri che ha avuto con molti altri santi, ha scritto inoltre una lettura del Cantico dei Cantici riferita a Cristo e alla Chiesa e ancora su argomenti minori per un totale di 17 mila fogli di cui 2 mila lettere.
Ha scritto per quasi 15 anni in tutti i tempi liberi dai momenti comuni di preghiera corale e dagli incarichi di vita monastica che via via riceveva poi, una volta eletta abbadessa, la sua missione di scrivana è cessata e ha continuato in questo servizio abbaziale per altri 20 anni circa, fino al 1766 anno della morte.
Il convegno, organizzato dopo che è terminata la fase del processo diocesano che ha portato alla dichiarazione di Serva di Dio, inizialmente pensato per aprile, ma posticipato in settembre a causa della sede pontificia vacante, è stato presieduto da mons. Fabio Fabene segretario del Dicastero delle Cause dei santi e moderato dalla Professoressa Nadia Togni del Centro storico Benedettino Italiano.
I partecipanti piuttosto numerosi hanno visto la presenza del mondo monastico attraverso monache benedettine e cistercensi e l’abate primate di Monte Oliveto maggiore assieme ad un abate olivetano americano ora stabile in Italia. C ‘erano inoltre sacerdoti e seminaristi della congregazione del Verbo incarnato, altri sacerdoti e alcune suore.
Tra le personalità oltre ai relatori, l’ambasciatore dell’Equador presso la S. Sede e il sindaco di Montefiascone. Hanno partecipato anche persone che intrattengono col Monastero relazioni stabili, (ex Alunne, abitanti di Montefiascone e di Viterbo). Si respirava un’aria di famiglia e si aveva l’impressione che il convegno fosse come una continuazione di appuntamenti precedenti piuttosto che una prima occasione per conoscere questa figura.
La prima relazione fatta da S. Ecc. Mons. Orazio Francesco Piazza vescovo di Viterbo su “Il cuore tra spirito e vita” ha introdotto il tema del convegno esaminando il cuore come luogo profondo della identità e della unificazione della persona.
Poi c’è stata la relazione del postulatore per le Cause dei Santi padre Pierdomenico Volpi di del Monastero Cistercense di Casamari che ha trattato, tra i tanti argomenti che concernono la vita di questa santa, le sue relazioni con altri santi, come si incontrano nei suoi scritti.
Dopo il pranzo si è ripreso con l’intervento di Giancarlo Breccola, uno storico che ha illustrato la storia della famiglia di origine della Serva di Dio spiegando il motivo per cui è nata a Montefiascone e la sua breve storia prima dell’ingresso nel monastero. Ha inoltre precisato la grafia del cognome che appare la più corretta, che sarebbe Bay.
È seguito l’intervento del pd. Fabrizio Messina Cicchetti OSB, direttore della biblioteca statale di Santa Scolastica in Subiaco che dava una relazione sulla biblioteca di Montefiascone in cui sono presenti volumi pregiati non molto frequenti in altre biblioteche monastiche che possiedono testi dello stesso periodo. Ha espresso il desiderio che possa crearsi un’indicizzazione che renda nota, anche all’esterno, questa ricchezza.
Poi c’è stata la relazione di don Alfredo Cento dell’istituto Filosofico-teologico di Viterbo che ha illustrato il valore teologico degli scritti della serva di Dio soffermandosi sulla devozione al cuore di Gesù che ritiene autonoma rispetto ad altre figure che all’epoca cominciavano ad affermare questa devozione. Ha fatto anche paragoni con altre mistiche mettendo in evidenza alcune analogie ad esempio con s. Geltrude.
Il convegno è stato concluso dal prof. Mario Morcellini già prorettore dell’università La Sapienza.
Perché la causa della Serva di Dio proceda è necessario che si affermi la fama di santità, che era già presente al momento della morte ma si è un po’ persa nel tempo, e che il Signore conceda il miracolo. È stato perciò fatto l’appello a pregare in questo senso.
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