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MARTEDÌ, II SETTIMANA DI QUARESIMA

Mt 23, 1-12

Allora Gesù si rivolse alla folla e ai suoi discepoli dicendo: «Sulla cattedra di Mosè si sono seduti gli scribi e i farisei. Praticate e osservate tutto ciò che vi dicono, ma non agite secondo le loro opere, perché essi dicono e non fanno.

Ciò che caratterizza la nostra epoca è il desiderio, l’esigenza di autenticità. Non si può più imporre la fede, si deve convincere, testimoniare. Oggi la fede suppone una scelta personale che può sempre essere messa in discussione.

Però questa verifica continua, questo sospetto, non aiutano ad approfondire la fede. Si aspetta che gli altri facciano per fare e si dimentica la propria responsabilità, la propria vocazione.

Ognuno di noi si trova a un momento della vita di fronte a questa situazione: dicono ma non fanno. È il momento in cui si può rimanere alla superficie, cioè criticare, indignarsi; o si può scendere nel profondo del proprio cuore e cominciare a vivere ciò che diciamo. Passare da una fede detta a una fede vissuta, sperimentata, amata.

È ciò che Gesù ci propone in questo brano di vangelo. Vivere l’integrità della fede.

Dom Guillaume Jedrezjack

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Posted in Omelie
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