È ancora recentissima l’agghiacciante notizia che nella notte del 21 novembre 2025 un commando armato ha assaltato la St. Mary’s School, situata nella comunità di Papiri, nello Stato del Niger (Nigeria), ed ha rapito 303 studenti e 12 insegnanti; ed ecco che nuovi scontri armati si verificano in Congo. Che cosa fa un monastero di contemplative di fronte a questo tipo di notizie? Prega, offre, ma come tutti sente che dovremmo fare di più. Il “di più” si concretizza anche nel vivere là, vivere con queste popolazioni martoriate, in questo immenso olocausto di dolore, come lo definì Giovanni Paolo II, che è l’Africa. Pubblichiamo questa lettera scritta per gli amici dalla superiora di Nostra Signora di Mwanda, in Congo Madre Barbara d’Osasco; è stata scritta prima degli ultimi disordini, ma dà un quadro della situazione complessiva. La proponiamo non come cronaca aggiornata, ma sia per divenire coscienti che gli orrori di cui talvolta ci arriva notizia sono realtà quotidiana; sia per rendere grazie per chi tenta di costruire là una realtà diversa, chiedendo benedizione e pace per tutti.
Ci sono tante cose da raccontare et da condividere, perché mi rendo conto che è da un pezzo che non scrivo più una piccola cronaca di Mvanda… Certamente io sono un po’ pigra, e se aggiungiamo questo al tempo molto limitato nella nostra giornata monastica africana (dove ogni cosa anche semplice, diventa complicata, anche solo accendere la luce o trovare l’acqua da bere), il risultato è proprio questo…!
Ma vediamo di recuperare.
Comincio dalla situazione del Paese, le cui informazioni mi vengono da fonte a me nota e sicura. I massacri all’est continuano. Qualche volta suscitano delle reazioni sul piano internazionale, come per esempio quello perpetrato dalle ADF contro 40 cristiani cattolici durante una veglia di preghiera per la pace lo scorso giugno, mi pare, ma in generale passano sotto silenzio.
L’indomani dell’occupazione di Goma, il ministro dell’Interno aveva denunciato che M23 aveva assassinato 107 civili e ne aveva rapito 4000 altri, condotti verso delle località sconosciute Ma le persone scomparse et uccise ogni giorno per la strada o nella loro propria casa sono migliaia, sia a Goma che a Bukavu. Spesso sono cattolici, uomini e donne.
Le ADF (Forces démocratiques alliées) sono delle milizie prevalentemente islamiche, ma non solo, che paralizzano tutte le attività agricole, rapiscono persone e massacrano gruppi interi con machete o anche con i fucili. Derubano case e villaggi e usano uomini, donne e bambini come portatori della merce sequestrata e le donne come schiave sessuali.
Sembra anche che l’Ukraine abbia fornito un lotto di droni direttamente a questi gruppi islamisti per destabilizzare la regione e provocare un nuovo conflitto fra la RDCongo e il Rwanda, a partire da territori sotto controllo dell’Uganda e imputarne la responsabilità all’esercito ugandese…. Sarà vero?! Un intrigo internazionale che non capiremo mai!
L’accordo di Washinghton non ha cambiato molto la situazione. …perché Lo sfruttamento delle miniere è un interesse troppo grande per preferire la pace! E non possono che essere i Congolesi a eradicare le decine di milizie ribelli che si nascondono nelle montagne, … ma non lo vogliono.
Passo ora a parlare della Comunità.
L’ho lasciata alla fine di agosto con un dolore nel cuore, perché una ragazza che avevamo ospitata a sua richiesta ha fatto un aborto traumatico che l’avrebbe portata alla morte nelle ore seguenti, se, per un’intuizione che mi è venuta durante la Messa, non avessi deciso di mandarla al dispensario per tranquillizzarla dei suoi dolori di pancia, che noi prendevamo per semplici capricci di adolescente. Doveva partire con me quel giorno, ma è stata operata immediatamente, e ci sono voluti molti giorni perché recuperasse le forze…
La nostra Casa madre, Vitorchiano, intanto ha celebrato 150 di storia, in un clima festoso di comunione con tutte le fondazioni e fondazioni di fondazioni (14) e altri superiori francesi di ritorno da Assisi. La Comunità ci ha fatto ripercorrere le tappe della nostra storia, che affonda le radici in quella più profonda dell’Odissea monastica che la Rivoluzione Francese aveva imposto, e dove monaci e monache di tutta la Francia sono partiti fino alla Russia Bianca, (…). Rivedere tutte le mie sorelle del noviziato, ormai sparse per le fondazioni in diversi continenti è stato davvero bello. (…) Là ho salutando per l’ultima volta Maria Paola, una madre anziana che ha marcato la storia di Vitorchiano per la sua grandissima cultura e una memoria storica estremamente lucida, che morirà molto serenamente la sera stessa della mia partenza.
Una tappa ancora alle Tre Fontane, la partenza per Kinshasa, due giorni ancora in Nunziatura e finalmente a Kikwit!
Tutte le volte che rientro dall’Europa, mi è difficile integrare tutta la povertà di questo Congo che non si rialza mai dalla sua miseria, dal caos di uno stato di diritto totalmente assente, dalla sporcizia di Kinshasa, e dalla corruzione che è ovunque. Poi la strada massacrante, tutti quei camion rovesciati lungo il percorso, il caldo che ti fa appiccicare gli abiti addosso, … Ma poi mi riconcilio, e ritrovo la tenerezza per quei tre o quattro poveri che sono sempre lì, alla porta, un po’ pazzi, ma simpatici e per i quali dobbiamo ormai organizzare un pasto ogni giorno, perché è quello che cercano. Tenerezza e affezione per le mie sorelle, con tutte le loro ombre e le loro luci, compassione per gli operai, morti di fame e qualche volta anche ladri, che ci denunciano per avere un aumento di stipendio mentre hanno tanti vantaggi che nessuno dà ai suoi lavoratori, … ma sono padri di famiglia, che volete!
Mi riconcilio anche con tutti i problemi economici, amministrativi e organizzativi del Monastero, offrendo al Signore queste fatiche della missione che non vorrei per nessuna ragione al mondo eliminare dalla mia vita, perché sono il prezzo dell’amore a quel popolo che Dio ci ha affidato.
Dilexi te.
Fra questi problemi, la tubatura della sorgente (quasi due chilometri), che ci è costata una fortuna e che non è né stabile né sicura. Basta che qualcuno appicchi il fuoco per bruciare il suo campo, che i tubi sono persi…. Speriamo di metterla in sicurezza con il progetto del “forage” della CEI. Poi c’è anche una cisterna da rifare, perché non tiene più l’acqua della pioggia, per non parlare dei tetti che – dopo 10 anni di garanzia – non tengono più. Forse dobbiamo ritornare alle onduline di latta, le sole che si trovano qui…. Solo che la superficie è tanto estesa…! ci riusciremo?! Il Signore sa.
E c’è anche un’altra serie di costi che riguardano la scolarità di un numero grande di ragazzi che devono finire la scuola, ma senza averne i mezzi. Ne ho calcolati almeno 7, e le rette non sono proprio economiche…! Non solo, ma qui in Congo le famiglie delle nostre sorelle sono spesso talmente povere, che possiedono solo una carta sim per telefonare dalla prima cabina che trovano, …non hanno neanche di che mangiare o curarsi. E hanno bisogno di noi!! E di voi, perché siete voi a fare del bene a tutte queste situazioni.
Giustamente, perché proprio mentre ti scrivo, mi arriva la tua mail, in cui mi dici che tante persone si sono ancora ricordate di Mvanda! Incredibile! Non riesco a non pensare che il Signore ha uno sguardo di amore per la Comunità nostra e che forse è per questo che mi ha dato tanti amici…
Domani, la memoria di Jean Paul II segna un anno della mia nomina a superiora. Tutto questo tempo è stato benedetto tanto dal Signore, dal vostro bene, dalla Provvidenza e dalla gioia di poter portare finalmente Hélène alla Professione solenne per Cristo Re. In quella bella solennità, avremo anche la visita speciale del nuovo Nunzio, Mgr Mitja Leskovar, della Slovenia, e sarà un giorno grande!
Sono stata lunghissima, scusa! Non succederà più un’altra volta, è certo!
Ti abbraccio e ti ringrazio di ringraziare per me tutte le persone citate e anche quelle che ho dimenticato! Con tutto il mio bene
Md. Barbara, Mvanda, 21 ottobre 2025
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