Presentare, assieme al monachesimo tradizionale o anche antichissimo nuovi carismi, è per noi un desiderio, benché un po’ meno a portata di mano.
Abbiamo incontrato i fratelli e le sorelle di Gerusalemme, siamo state affascinate dal loro carisma e colpite dal loro evidente amore per ciò che li ha condotti nel deserto della città, prima di tutto la preghiera.
Abbiamo letto il loro “Libro di vita”, vera sintesi di tutte le tradizioni monastiche di Oriente e di Occidente, che insegue e traduce gli ideali più alti di una vita alla ricerca di Dio; abbiamo conosciuto qualcuno degli interrogativi e delle difficoltà che intralciano il loro cammino, come quello di noi tutti, per le vie del mondo.
Tenendo presente le possibili difficoltà che tutti incontriamo, riportiamo qui un testo che traduce bene l’entusiasmo degli inizi: la Presentazione di Carlo Carretto al “Libro di vita”.
Che Dio continui a benedire, dopo averlo provato come oro nel crogiuolo, la grazia di questo inizio.
«Non è certamente difficile per me presentare questo libro di Pierre-Marie Delfieux.
Se si vive a lungo insieme nel deserto, si giunge ben presto a comunicarsi pensieri, sentimenti e ideali.
Ho incontrato Pierre-Marie a Beni Abbes, irresistibilmente attratto nel deserto del Sahara nella sua giovinezza dall’ ardore dell’amore per Dio.
Non avrei mai potuto pensare di trovare un compagno più fedele e prezioso.
Con lui, ho percorso le piste; l’ho visto costruire gli eremitaggi di pietra di Baba-aida. Con lui ho pregato nelle cappelle del deserto e con lui si elevava la mia anima nella liturgia quando ci incontravamo nei giorni di festa per celebrare l’Eucaristia.
Eravamo entrambi innamorati di Dio e della solitudine e i nostri sogni coincidevano con le più autentiche profondità del nostro essere.
I nostri itinerari spirituali convergevano verso ideali comuni, al punto che io avrei vissuto volentieri la vita di PierreMarie, e lui la mia.
Nel deserto avevamo scoperto l’Assoluto di Dio e non esisteva più alcun problema, neppure quello di superare la frattura fra città e deserto, perché non c’era frattura: il deserto non era più assenza di uomini, ma presenza di Dio. E questa presenza può essere sentita tanto fra le dune di sabbia quanto in una città moderna.
Delfìeux scelse la città e andò a Parigi, dove piantò la sua tenda. Ma il suo cuore restava nel deserto. Io scelsi le sabbie del deserto, ma il mio cuore era nella città. Conquistato dal progetto di Pierre-Marie, scrissi il libro Il deserto nella città, mostrando come era stato bello fondare le Fraternità Monastiche di Gerusalemme.
L’ideale era lo stesso, ed eravamo coscienti di essere uniti nell’amore per la stessa causa. Ogni sera, all’ora dell’offerta dell’incenso, mi trovavo in spirito a celebrare i Vespri con lui a Parigi, mentre, in spirito, egli si univa a me nella preghiera silenziosa e nell’adorazione a Nostra Signora delle Dune, a Beni Abbes.
Sono persuaso che la Famiglia di Gerusalemme sia destinata a un grande avvenire nella realizzazione di un sogno che è sempre stato mio: ridare anima alla città moderna con l’acqua viva della preghiera. Grandioso il disegno, ardente l’ispirazione.
Ma ora mi fermo…
La pista del deserto conduce adesso nel cuore della città, invitando l’uomo a contemplare il mistero dell’Assoluto di Dio».
Fratel Carlo Carretto
- Prega
Come Gesù pregava, prega anche tu.
Egli aveva orientato al Padre tutta la sua vita facendone un’offerta continua, un ascolto, un inno interiore di adorazione, di amore, di azione di grazie e perenne intercessione per gli uomini. Mediante la preghiera era così uno con se stesso, talmente unito a Dio da poter dire di essere nel Padre e il Padre in lui. In questo senso egli è il monaco perfetto, quindi l’unico modello per te.
In modo palese, egli ha scelto luoghi e momenti privilegiati per rendere la sua preghiera ancora più intensa e manifesta: nel Tempio, sul monte, nel deserto, in solitudine, o semplicemente in un momento qualsiasi della giornata o per via. Sia di giorno che di notte, solo o con i suoi discepoli, egli pregava.
In questo rapporto di amore incessante attraverso questi tempi e luoghi privilegiati la sua vita filiale ha raggiunto la piena effusione e ha irradiato la luce della sua Santità. Chi vedeva lui, vedeva il Padre.
Tu dunque, fratello o sorella, che sei il figlio o la figlia dello stesso Padre, se vuoi sapere come, perché, dove e quando pregare, guarda Gesù e non stancarti di fare come Lui, perché Egli solo può insegnarti a pregare. … (segue)
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