Di una monaca che si definisce impertinente (le cui osservazioni in realtà sembrano piuttosto acute e pertinenti) pubblichiamo questo “piccolo dizionario dei sinonimi”. “Si tratta forse di un approccio molesto, poco rispettoso … dei tanti e pur utili apporti che il nostro mondo oggi ci offre, oltre che di una visione assolutamente tragica e catastrofista della realtà?” Si chiede lei stessa. Lo pubblichiamo perché pensiamo che oggi uno sguardo critico e non omologato alle mode di passaggio sia più che mai necessario per tutti noi, non solo per mantenere la bussola, ma anche per richiamarci al dovere di un lavoro, un impegno di pensiero che possa e ancora voglia dirsi cristiano. Forse abbiamo peccato un po’ tutti di paura e di pigrizia, vizietti che inclinano al conformismo. Questo dizionario, siamo d’accordo o meno, può aiutarci a riflettere.
“Come essere significativi oggi? In che modo aumentare la nostra visibilità così da impattare un numero maggiore di persone? Come e quanto aggiornare la mission, tanto da renderla vivibile e comprensibile a tutti”?
Chi di noi, volente o dolente (come scherzosamente soleva dire una mia amica!), non si è imbattuta in una qualche sessione formativa o counseling di gruppo o focus assembleare al cui ordine del giorno non troneggiava fiera una o più di queste domande? Confesso che il più delle volte, nonostante il compiacimento generale, non riuscivo a togliermi di dosso quel non ben precisato senso di imbarazzo e spaesamento, come chi, invece della sala riunioni monasteri, avesse imboccato la cabina di regia del WWF, e stesse ancora cercando il posto giusto. Ma, una volta appurato che il luogo era quello, una domanda, elementare quanto impertinente, di corduliana memoria, continuava a molestarmi impedendomi la concentrazione sul tanto agognato ordine del giorno: che rapporto c’è, o padre, tra questa dottrina e il Vangelo?
Dal tentativo impellente di rispondere alla questione – e dalla necessità non meno urgente di passarmi il tempo in sala – è nato il seguente, sintetico dizionario dei sinonimi che son contrari, quasi un bignami per cristiani e cristiane (per carità, la parità di genere!) che faticano a distinguere tra un monastero e il WWF, non tanto – mi soccorra il tanto invocato politicamente corretto! – per la fauna che li abita, quanto per la struttura, il linguaggio, lo scopo, le modalità che dovrebbero essere proprie dell’uno e dell’altro. E benché, parafrasando Giovanni della Croce, son cose che all’uno e all’altro dovrebbero essere estranee, ad oggi purtroppo non lo sono più, considerata l’attuale abitudine di mutuare dentro la vita religiosa contenuti, significati, espressioni da ambiti esterni alla fede e alla traditio (come quelli aziendali o psicologici, giusto per fare un esempio) che come cavalli di Troia rendono insipida la sapienza monastica e anneriscono le sue finestre che non lasciano più filtrare alcuna luce, ad eccezione di qualche fuocherello fatuo del genio artificiere di turno, il quale ogni tanto lo fa brillare per un giorno con l’aiuto di effetti speciali in stile AI, in cambio di pochi o tanti like di passaggio. È proprio tale confusione e sovrapposizione di ambiti, che vede a livello linguistico e semantico la sua punta dell’iceberg, a rendere difficile il discernimento di ciò che ci è proprio da ciò che non lo è, se la complessità non ci trova concentrate e non distratte dalle correnti che tirano e dalle mode (anche ecclesiali) del momento.
Si tratta forse questo di un approccio molesto, non dialogante, poco rispettoso e, tantomeno inclusivo, dei tanti e pur utili apporti che il nostro mondo oggi ci offre, oltre che di una lettura assolutamente tragica e catastrofista della realtà? Per scoprirlo prego i lettori di seguirmi con un po’ di pazienza e un anticipo di simpatia lungo questo breve sommario commentato di sinonimi-che-son-contrari (non esaustivo e nemmeno completo di tutte le lettere alfabetiche), per addentrarci nel significato di ogni parola e misurare le distanze che si aprono tra le une e le altre. Spetterà poi a voi valutare se parlare di mission o di carisma, di soci o di sorelle, di benessere o di beatitudine, di strategie o di salvezza, tanto per dirne qualcuna, è in fondo, come oggi si asserisce, la stessa identica cosa. In tal caso vedrete che, se facciamo la prova del “nove” e li sovrapponiamo, alla fine WWF e Monastero coincideranno perfettamente.
Md. Eleonora Andreoli OCD
SOMMARIO
Aggiornamento/conversione
Benessere/beatitudine
Coerenza/fedeltà
Focus vocazionale/sequela
Ferite o fragilità/peccato
Formazione/probazione
Inclusione/comunione (poi sul perdono)
Leadership/autorità
Mission/carisma
Produzione/generazione
Realizzazione/Pasqua
Risultati/frutti
Strategie/salvezza
Successo/fecondità
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