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Storia della Fraternità bernardina di Chambarand

Storia della Fraternità bernardina di Chambarand

La nostra storia inizia nel 2004, quando una giovane del Vallese (Svizzera) scopre i libri di padre Jérôme. Padre Jérôme fu monaco presso l’abbazia trappista di Sept-Fons, nella diocesi di Moulins (Francia), dal 1928 fino alla fine della sua vita, nel 1985. Nei suoi scritti, egli presenta un modo di pregare semplice e concreto, con l’intento di sostenere lo sforzo di coloro che, per la loro vocazione religiosa, sono chiamati a condurre una vita essenzialmente consacrata alla preghiera. I suoi scritti hanno sostenuto e aiutato nella loro vita di preghiera numerosi sacerdoti e religiosi o religiose, ma anche molti laici. Questa semplicità e questa profondità, e questa presentazione così chiara degli obiettivi della vita monastica, hanno rapidamente conquistato la giovane: lode di Dio, vita di intimità con il Signore, intercessione per il mondo.

Nel 2005, la giovane partecipa al suo primo ritiro spirituale presso l’abbazia di Sept-Fons. Nel 2006, altre giovani, anch’esse attratte da questa vita religiosa, si uniscono a lei. Il gruppo vive a Parigi, in una residenza studentesca, per muovere i primi passi nella vita comunitaria, e prosegue la propria formazione in filosofia e teologia all’università.

Nel 2011, il vescovo della città di Moulins, su richiesta del gruppo, propose di mettere a loro disposizione la sua ex residenza vescovile per tentare un’esperienza comunitaria. Le giovani si insediano nell’edificio il 30 settembre 2011. Fin dal giorno successivo, si alzano per il Mattutino, e la giornata si svolge scandita dall’Ufficio Divino, dalla lectio divina, dal lavoro e dalla preghiera. La formazione continua prosegue così grazie al sostegno dei monaci e di docenti esterni che completano la formazione del gruppo in storia, filosofia, teologia, ecc.

Con l’aiuto dei monaci di Nový Dvůr, la comunità trova rapidamente un’occupazione nella produzione di cosmetici.

Il 2 febbraio 2016, in occasione della festa della Presentazione del Signore, il nuovo vescovo di Moulins ha concesso il riconoscimento canonico alla comunità, denominata d’ora in poi «fraternità bernardina». Le giovani potranno indossare l’abito e pronunciare i voti.

La fraternità bernardina conta allora dieci sorelle. Vengono loro proposte di stabilirsi in un luogo più adatto alla vita contemplativa, in campagna. Ci sarà un tentativo di insediamento in Corrèze, nel monastero di Jassonneix, ma l’esperienza non avrà seguito. Nel 2019, le monache trappiste di Chambarand propongono alla fraternità di raccogliere il testimone dopo di loro. Le bernardine arrivano così al monastero di Chambarand, nella diocesi di Grenoble, il 30 maggio 2020.

Il monastero di Chambarand è stato originariamente fondato dai monaci di Sept-Fons. Nel 1868 i primi monaci giunsero sul posto per costruire la chiesa abbaziale e il monastero. Vi vissero per circa trent’anni, dal 1868 al 1903, prima di essere espulsi in seguito alle decisioni del governo dell’epoca.

Nel 1931, alcune monache trappiste, provenienti principalmente dal monastero di Maubec e da quello di Macôn, si stabilirono nell’antica abbazia per riportarla in vita. Le monache hanno vissuto in questo luogo fino al 2019, quando la comunità, ormai anziana, ha proposto alle bernardine di rilevare il monastero.

La comunità delle Bernardine si è ampliata e conta ora una quindicina di monache, con diverse giovani in formazione.

Oltre alle funzioni religiose, le sorelle riservano ogni giorno del tempo alla lectio divina, alla lettura della Bibbia e di libri che le guidano e le illuminano nella loro ricerca di Dio, e all’orazione, la preghiera personale in chiesa. Questi pilastri della giornata monastica – preghiera e lettura – formano un insieme armonioso ed equilibrato con il lavoro e prendono così corpo nella routine della vita quotidiana.

Secondo san Benedetto, il monaco deve vivere del lavoro delle proprie mani. A Chambarand, la comunità continua a produrre cosmetici. Per provvedere al proprio sostentamento, cercano di diversificare le loro attività: chips di mela, succo di mela… Ma il lavoro comprende anche tutte le necessità della vita comune: cucina, pulizie, bucato, contabilità… senza dimenticare le attività all’aperto: orto, giardini, frutteto, apiario…

La vita comune, cara alla tradizione benedettina e cistercense, è per ciascuna un sostegno e un’occasione di impegno personale, inerente a ogni vita cristiana. Così, le sorelle vivono in comune la maggior parte delle loro attività, consumano i pasti nel refettorio, fanno la lectio in una sala di lettura comune, lo scriptorium, dormono in dormitorio, lavorano insieme… Questa vita comune si svolge in un clima di silenzio, in un’atmosfera di buon umore e gioia.

Seguendo l’esempio dei numerosi monaci e monache che, dal 1868, hanno vissuto e pregato in questo luogo, la comunità spera di servire Dio qui per molti anni a venire.

Le Sorelle della fraternità di Chambarand

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Pubblicato in Monasteri, Perché vivono i monasteri
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