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Tempo di digiuno

Ci imbattiamo oggi provvidenzialmente, come preparazione alla prossima Quaresima, nella CST 28, sul digiuno:

28 Il digiuno

Il digiuno monastico esprime l’umile condizione della creatura davanti a Dio, suscita nel cuore della monaca il desiderio spirituale e la rende partecipe della compassione di Cristo per le moltitudini degli affamati. Le sorelle osservino il digiuno quaresimale, il digiuno pasquale, e anche gli altri digiuni secondo le consuetudini dell’Ordine e le disposizioni della badessa.

ST 28.A
Il Mercoledì delle Ceneri e il Venerdì Santo, le sorelle a pranzo si accontentino di pane e acqua o di qualcosa di simile.

ST 28.B
Secondo la tradizione, tranne in caso di necessità, si osservi in qualunque tempo l’astinenza dalle carni.

ST 28.C
Se qualche sorella, ispirata dalla grazia di Dio, volesse digiunare di più, lo sottoponga alla propria badessa.

 

Prima di passare a rileggerci il commento di Madre Cristiana, osserviamo che quest’anno, grazie al covid, Siamo state costrette a digiunare:

  • dai nostri progetti anche buoni
  • dalle ristrutturazioni e lavori che ci proponevamo
  • da dialogo e incontri comunitari
  • anche da prolungati dialoghi personali
  • abbiamo avuto più tempo per pensare, leggere, pregare e per valutare le cose

Il digiuno che la salute ci permetterà sarà più moderato del solito. Non per questo trascureremo l’insegnamento dei Padri, molto attenti a questo punto.

Per San Gregorio Magno la gola è un peccato capitale e le sue figlie sono cinque, cioè: la sciocca allegria, la scurrilità, il multiloquio, l’impurità e l’ottusità della mente nell’intendere. Il suo insegnamento viene ripreso e sviluppato da Cassiano. (…)

Ascoltiamo a questo proposito i Detti dei Padri del deserto:

LXXXVII

Di un anziano raccontarono che continuò a digiunare per settanta settimane mangiando una volta alla settimana. Interroga Dio a proposito di un passo delle Scritture e Dio continuava a non svelargliene il significato. Allora egli si disse: Ecco, ho fatto tanta fatica e non m’è servito a nulla andrò a chiederlo a un confratello. Dopo che uscì e chiuse la porta per andarsene, gli fu inviato un angelo del Signore, che gli disse: Le tue settanta settimane di digiuno non ti hanno avvicinato a Dio, ma ora che ti sei umiliato al punto da andare dal tuo confratello ti sono stato inviato a spiegarti il senso del passo; e svelandogli il senso di ciò che chiedeva, si allontanò da lui.

XCVI

Un fratello chiese ad un anziano: Ci sono due fratelli, dei quali uno medita nella sua cella, protraendo il digiuno per sei giorni e imponendosi molte sofferenze, l’altro si dedica agli ammalati. Quale dei due compie l’azione più gradita a Dio? Il vecchio rispose: Anche se quel fratello che digiuna per sei giorni si appendesse per il naso, non potrebbe essere all’altezza di quello che si dedica agli infermi.

(segue)

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Pubblicato il Omelie, Pane e speranza dei monasteri, Riflessioni

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