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TRE FONTANE: Due comunità per un’Abbazia (2)

Il monastero delle Tre Fontane: fondato nel 649 e affidato a monaci dell’Oriente per custodire i luoghi del martirio di Paolo, rifondato nel 1130 da Innocenzo II e affidato a san Bernardo e ai suoi Cistercensi, resistito ad alterne vicende storiche, fu soltanto Napoleone che nel 1812 soppresse il monastero e disperse i monaci.

Furono richiamati più di 50 anni dopo da papa Pio IX, che fece così rinascere il sacro luogo, abbandonato e diruto, grazie alla presenza dei Cistercensi della Stretta osservanza, o Trappisti, nel 1868.

Ci potrebbe essere qualcuno che desideri imitare l’ingloriosissima impresa di Napoleone?

Sembra impossibile; ma ci fu. Spaventati dalla difficoltà dei tempi, i Trappisti stessi (non i monaci delle Tre Fontane, bensì i Superiori nei loro Capitoli Generali) cominciarono ad accarezzare l’idea di una soppressione, forse incoraggiati a questo da alcuni che apprezzavano il bellissimo, maestoso luogo e forse pensavano di poterlo utilizzare meglio di questi pochi monaci un po’ perduti nelle loro preghiere. Ma ci fu anche chi resistette.

Madri: la compagnia dell'AgnelloFigura 1 – La Compagnia dell’Agnello

 

Sopprimere il monastero delle Tre Fontane? Le monache, sorelle Cistercensi-Trappiste dei monaci, si sono ribellate. Abbiamo fatto un Patto, costituito una Compagnia, la Compagnia dell’Agnello: vincesse Lui la battaglia.

Altri monaci non si trovavano, così dicevano gli Abati consultati.

Padre Sandro a Tre Fontane
Figura 2 – Padre Sandro a Tre Fontane

 

Eppure un Superiore di una Congregazione Missionaria, venuto per un periodo a dare una mano, ci disse: Mai in 10 anni di apostolato attivo ho accolto così tante persone, religiosi e religiose, sacerdoti, laici di tutte le età, in ricerca spirituale, come in questi 6 mesi alle Tre Fontane! Questa oasi dell’anima nel cuore di Roma non può venire meno.

Ci sono tante chiese a Roma; ma questa, è una casa abitata, abitata dalla preghiera, e questo risveglia lo spirito nascosto nelle pietre e le fa parlare. Non possiamo silenziarla, renderla vuota e desolata.

Il saggio Abate de La Grand Trappe, in Francia, vedendoci inconsolabili, offrì alle monache di prendere il posto dei monaci e venire alle Tre Fontane.

La prima cosa: inaccettabile. La seconda: Forse una buona idea.

 

 

 

Figura 3 – Dialogo in Capitolo con Dom Guerric

 

5 comunità femminili – due comunità italiane, una cilena, una Indonesiana, una filippina, unite da una Madre comune, l’abbazia di Vitorchiano, hanno stretto un Patto e hanno dato una sorella ciascuna.

I Monaci ci hanno accolte e ci hanno dato asilo accanto alla chiesa del martirio di Paolo, affidandola alle nostre cure. É un piccolo edificio separato dal monastero dei monaci ma inserito nel complesso dell’Abbazia.

Un Patto è stato fatto anche coi monaci, con la benedizione del Cardinale Vicario di Roma, Angelo De Donatis.

Chiesa del martirio di San Paolo
Figura 4 – Chiesa del martirio di San Paolo

Il Cardinale De Donatis è stato molto paterno e molto coinvolto in questa novità che la sua diocesi ha accolto, esprimendo anche l’appoggio del Papa che era stato ben informato e inviava la Sua benedizione. L’8 luglio 2021, solennità del Beato Eugenio, il Cardinale è venuto a presiedere un momento di inaugurazione

Patto in presenza del Cardinale De Donatis
Figura 5 – Patto in presenza del Cardinale De Donatis

Dopo la Messa c’è stato un piccolo rinfresco, sotto il porticato della Chiesa abbaziale aperto a tutte le persone convenute per la Santa Messa. In seguito il Cardinale ha incontrato privatamente monaci e monache nella sala capitolare dando loro una parola di saggezza per il cammino delle due comunità, piena di simpatia e di affetto, dimostrando la sua grande stima per la vita monastica.

I monaci e le monache saranno uniti da una stessa liturgia: insieme nel coro della chiesa abbaziale, i fratelli da un lato e le sorelle dall’altro.

Monaci e Monache in coro per la Liturgia
Figura 6  – Monaci e Monache in coro per la Liturgia

Non solo: dovranno vivere insieme, almeno talvolta, il momento della riunione capitolare, incontrandosi di tanto in tanto per elaborare il proprio cammino comune, la propria collaborazione concreta, cercando di comprendere le evoluzioni della propria identità comune: una realtà monastica veramente sinodale.

Per il resto, vivranno in case separate, svolgendo ciascuna comunità la propria lectio divina e il proprio lavoro. La mensa sarà comune solo in qualche grande occasione.

Una benedizione ulteriore ha sigillato il nuovo cammino: l’ordinazione diaconale di Padre Danilo, nel giorno della Immacolata Concezione di Maria, 8 dicembre 2021.

 

Ordinazione diaconale di P. Danilo
Figura 8 – Ordinazione diaconale di P. Danilo

 

Figura 9 – Vetrata della B. V. Maria

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Posted in Iniziative, Monasteri, Perché vivono i monasteri
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