Menu Chiudi

Una grande Madre nello spirito

Una grande Madre nello spirito
 

di Madre M.Francesca Righi

Il 25 settembre scorso Madre Cristiana compiva 99 anni. L’anno centesimo della sua nascita coinciderà dunque col il 150° della fondazione della sua Comunità di Vitorchiano, con l’anno giubilare della speranza e con chissà quali sorprese della storia e della Provvidenza. Per tutte noi comunità sorte nel solco del suo carisma, una ricorrenza che ci riempie di gratitudine, non solo per il dono di questa madre e di questa fondatrice, ma anche perché il Signore vuole lasciarcela fin qui, a sostegno della nostra fede e della nostra speranza. Dal suo monastero di Humocaro nel lontano Venezuela, in mezzo a tante tempeste, non cessa infatti di irradiare su di noi la positività del suo sguardo carico di profezia. Pubblichiamo una intervista a Madre Maria Francesca Righi, Badessa di Valserena, sulla grande figura della nostra Fondatrice.

  • Quale è stato a tuo parere, l’apporto più significativo di madre Cristiana alla vita della comunità?

Non l’ho avuta come Badessa perché sono entrata a Valserena e l’ho conosciuta solo in occasione di Visite Regolari. Ma al mio terzo anno di professione semplice ho trascorso un anno nella comunità di Vitorchiano e ho avuto modo di conoscerla personalmente. La sensazione precisa che ebbi era questa.

A Valserena in pieno post Concilio ferveva il ripensamento sulle strutture, sugli Usi, sull’ascesi, insieme a una specie di messa in discussione dialogica e totale degli elementi essenziali della vita. Quando arrivai a Vitorchiano seppi che quegli elementi lì erano amati e vissuti con totale semplicità, e nello stesso tempo se ne era liberi: non costituivano una facciata di perfezione moralistica o farisaica da mostrare a sè e al prossimo; se ne poteva forse dialogare, ma mentre se ne dialogava venivano vissuti, e la personalità di Md Cristiana era come naturalmente il centro di quest’aria di lieta e libera appartenenza.

  • Quale aspetto della sua personalità ricordi maggiormente, in senso positivo o anche negativo?

Era una personalità magnetica: con naturalezza tutto convergeva su di lei e nello stesso tempo lei non faceva nulla per attirare a sé o cercare protagonismo; c’era semplicemente, e c’era come una persona traboccante di maternità intelligente e di fecondità. Nel conversare con lei, quelle rare volte, le parole erano poche ma arrivavano diritte in fondo. Come per esempio: “Quando nessuno ti correggerà più vorrà dire che nessuno ti vuole bene” “Tu sei una ferita per me” “L’amore si purifica con l’amore”…

  • La sua persona ti incuteva timore, rispetto, attrazione, figliolanza?

Attraeva e nello stesso tempo ti metteva in totale libertà, attraeva, affascinava e ti metteva davanti alla tua verità.

  • Ti sembra giustificato dire che è stata la protagonista di una riforma della vita monastica?

Non solo giustificato ma è la pura verità storica, e riguardo alla grandezza e valore del suo apporto non si è ancora capito quanto le dobbiamo, quanto l’Ordine stesso le sia debitore. L’anno prossimo compirà i suoi cento anni… Cento anni di questa segreta fecondità apostolica che caratterizza la vocazione monastica. Ha realizzato quello che l’Ordine desiderava e cercava, quello che il Concilio aveva affidato come compito, senza cadere nelle riduzioni o nei fallimenti del post Concilio, direi soprattutto che ha cambiato il volto della comunità monastica mostrando nella sua persona cosa significa che «l’Abate è colui che tiene il posto di Cristo» e che l’unità della comunità si forma attorno alla persona della sua Badessa o Abate.

Ha mostrato che non si deve aver timore di una capacità vera e bella di amare, ha chiamato l’ascesi monastica con il suo vero nome: amicizia e ha liberato il termine di amicizia dalle scorie superficiali e facili restituendola alla tradizione classica e spirituale come il compimento dell’unione con Dio; ha dato uno spessore compiuto a una esperienza di maternità e paternità nello spirito.

Ha mostrato cosa significa amare le persone come sono, nella loro povertà, umana debolezza e miseria, e ha fatto di Vitorchiano una comunità feconda e bella capace a sua volta di generare figlie all’Ordine e alla Chiesa. Come non aveva paura di amare non aveva paura del sacrificio e del dolore.

  • Perché è così poco conosciuta nella Chiesa?

Per me è un mistero; è sempre stata totalmente libera da brame di potere, ma con la riuscita evidente del suo stile di governo deve aver suscitato invidie. C’è poi il mistero per cui in questo mondo in cui le vocazioni sembrano in calo, se una comunità è ricca di vocazioni e di gioventù, allora probabilmente l’invidia si maschera da grande inquisizione e si comincia a dire che in quella comunità c’è qualcosa che non va… Non so, è il mistero di come i santi stanno nella storia. Verrà il giorno in cui sarà compresa e apprezzata non solo dalla filiazione da lei nata, ma dall’Ordine nel suo insieme e dalla Chiesa.

  • Quale è l’attualità del suo insegnamento?

Ad esempio, oggi si parla tanto della valorizzazione della donna, lei non ha avuto bisogno di farsene una bandiera, il suo insegnamento alla comunità è stato il luogo di raccolta e ha consegnato anche ai posteri un insegnamento valido e sicuro, fondato sul Vangelo e sulla Regola, libero da arretramenti in visioni passate, e altrettanto libero da balzi imprudenti in avanti, libero da polarizzazioni e ideologismi solo attento alla verità delle cose.

Direi che a livello di comunità ha realizzato, messo in atto una ecclesiologia di comunione fondata sull’insegnamento dei Padri, attenta al Magistero presente e aperta al futuro. A livello dell’Ordine ha sempre avuto attenzione ascolto per l’autorità ultima e il suo insegnamento, per gli altri Abati e Badesse, per le altre comunità.

Di fatto la comunità di Vitorchiano con lei ha generato numerose «case figlie» ed è una testimonianza per tutti.

A livello di Chiesa la sua fede si è nutrita delle parole del Magistero presente, libera da polarizzazione e ideologismi, e solo basata sul Vangelo, ma anche su una conoscenza della letteratura a mondiale, delle opere di scrittori e filosofi presenti e passati: nulla di ciò che è umano le è estraneo ed è la testimonianza di una umanità pienamente realizzata. Ancora adesso dal lontano Venezuela è e con i suoi 99 anni è attenta e vigile a tutto ciò che avviene nella vita politica e sociale dell’Italia e nelle sue comunità.

Il libro Pedagogia viva ha raccolto il suo insegnamento come formatrice a proposito dei voti e delle dimensioni fondamentali della vita monastica: la conoscenza della storia; il vivere nella Chiesa; il voto di conversione; la castità come educazione all’amore; la fecondità missionaria della vita contemplativa; l’esperienza delle fondazioni; l’identità filiale e la preghiera. In questo testo traduce in termini attuali la capacità pedagogica che è da sempre stata una delle caratteristiche della teologia monastica del XII secolo.

Visualizzazioni: 125

Pubblicato in Testimonianze

    Donazione detraibile fiscalmente per le opere della Fondazione Monasteri ETS

    Il tuo nome e cognome *

    La tua email *

    Il tuo messaggio

    Importo della tua donazione (in euro)*

    Riceverai via email i dati del conto bancario dell'Associazione N.S. della Pace su cui effettuare il bonifico per la tua donazione detraibile fiscalmente a favore delle opere della Fondazione Monasteri ETS.

    OPERA SAN PIO X

    Della società San Vincenzo De’ Paoli per l’assistenza dei monasteri di clausura

    Per aiuti ai monasteri

    Via XX Settembre, 23
    10121 Torino

    338 8714418 Antonio
    338 8304980 Daniele

    info@dalsilenzio.org

    www.dalsilenzio.org

    Il bollettino “Dal silenzio” comunica notizie dai monasteri e parole per le contemplative.

    CNEC

    Centro Nazionale Economi di Comunità

    www.cnec.it

    Il CNEC, associazione tra istituti religiosi ed ecclesiali, si propone di studiare e approfondire i problemi del servizio economale.
    Essa offre ai propri soci supporto tecnico amministrativo per una maggiore preparazione degli economi.

    L’associazione, inoltre, promuove la valorizzazione e la sostenibilità delle opere nate dai diversi carismi.

    Il CNEC stimola gli istituti religiosi alla collaborazione per la gestione e il futuro delle opere.

    Infine, si impegna a collaborare con le istituzioni preposte alla guida della vita consacrata (CEI – USMI – CISM),
    e con le altre associazioni che operano a favore degli istituti religiosi.

    Fondazione Monasteri ETS
    Panoramica Privacy

    Abbiamo aggiornato la nostra Informativa per la Tutela della Privacy in base al GDPR.

    Questo sito Web utilizza solo i cookie tecnici, strettamente necessari per consentirci di offrire la migliore esperienza utente possibile. Le informazioni sui cookie sono memorizzate nel tuo browser ed eseguono funzioni come riconoscerti quando ritorni sul nostro sito web.

    È possibile avere informazioni sui cookie navigando le schede sul lato sinistro.