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Unità nel Corpus Domini

Fondazione e rifondazione

Va’ dai miei fratelli e di’ loro:
«Salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro»
Gv 20,11-18
Maria corre e, per prima, apre la porta chiusa del cenacolo
con un annuncio sconvolgente.
Dalla porta escono di corsa Pietro e Giovanni:
la meta è ancora il sepolcro, ma al vederlo vuoto si fa strada la fede.
Oltre quella porta, la sera di quello stesso giorno, i discepoli dispersi diventano comunità unita
nel nome di Gesù risorto;
la paura si trasforma in gioia, la porta viene varcata: non si può trattenere lo Spirito!
La porta ormai resterà aperta, spalancata… perché l’annuncio deve arrivare a tutti!

Quando abbiamo osato i primi passi verso la fondazione di un nuovo monastero, nel novembre 1999, il nostro desiderio era proprio questo: creare una Comunità unita dall’amore del Signore Risorto e aperta all’annuncio, alla testimonianza di Colui che dona senso e gioia alla nostra esistenza. Per questo abbiamo scelto di intitolare il nostro Monastero a Maria di Magdala, patrona dell’Ordine dei Predicatori. Né la Maddalena né gli apostoli potevano immaginare le vie che avrebbero percorso, è stato lo Spirito a formarli, a guidarli… e spesso a sorprenderli. Anche per noi è stato così.

Come sapete, nel 2018 abbiamo osato varcare la porta per trasferirci da Moncalieri presso il Santuario di Crea con il progetto, condiviso con la Diocesi di Casale, di creare un luogo di preghiera, di spiritualità e di accoglienza, al servizio della Diocesi e dei tanti pellegrini che arrivano a questo Sacro Monte. La fraterna e convinta collaborazione che da subito il Rettore del Santuario don Francesco Mancinelli ci ha donato, hanno favorito il nostro inserimento sul territorio. Siamo rimaste colpite dall’accoglienza sincera di molti, dal desiderio di ascolto, di silenzio, di vivere incontri autentici espresso da tante persone che si sono avvicinate a noi in questi anni. Essere qui è stato per la nostra comunità un dono, un arricchimento, un’occasione di crescita.

Sin da subito ci siamo impegnate a cercare i fondi per contribuire alle spese che la Diocesi intendeva affrontare per la ristrutturazione dell’edificio adiacente al Santuario e a noi concesso in comodato, che sarebbe diventato il nostro monastero. Nel frattempo la Comunità ha abitato nell’ala che sarebbe diventata la foresteria.

In questi anni purtroppo le problematiche relative alla ristrutturazione si sono moltiplicate e hanno portato, nell’estate del 2021, alla definitiva chiusura del cantiere. Questa è stata per noi un’esperienza di morte, una porta chiusa, che ci ha causato molta sofferenza e ci ha spinte a interrogarci su come leggere la realtà e come insieme continuare a rispondere alla nostra vocazione di monache dell’Ordine dei Predicatori. Le nostre scelte erano per la vita o ci stavamo “adattando” pur di sopravvivere? Per lungo tempo abbiamo invocato insieme lo Spirito Santo perché ci illuminasse sui passi da compiere e ci desse il coraggio e la forza per continuare a seguirlo fidandoci pienamente.

Nel frattempo, grazie anche al percorso comune con altri monasteri italiani per la formazione di una nuova Federazione, si è approfondita la relazione con le nostre sorelle del Monastero del Corpus Domini di Macerata, nelle Marche. La loro Comunità, composta da sette monache, la maggior parte anziane, nel 2021 ha chiesto alla Santa Sede di essere affiliata a noi, non avendo più le energie per vivere in autonomia la vita contemplativa domenicana. Lo Spirito forse ci stava aprendo una porta.

Oggi, dopo 22 anni di fondazione, abbiamo deciso di osare nuovamente un percorso mai immaginato prima, per seguire quella che ci sembra essere l’indicazione dello Spirito che per noi ha i segni di una nuova chiamata: formare un’unica comunità con le sorelle di Macerata, continuando a testimoniare Gesù Cristo, nostra pace, colui che di due ha fatto una cosa sola (Ef 2,14). È realmente un ricominciare, una sorta di rinnovata fondazione e abbiamo scelto di affidarci ancora a Colui al quale ci siamo consegnate per sempre nell’atto della nostra professione religiosa.

Pertanto la nostra Comunità approderà in «questa terra di mezzo sul mare Adriatico», a inizio dicembre 2022. Si tratta certamente di un distacco faticoso, anche doloroso, che non avevamo previsto, ma che crediamo utile per rendere possibile la vita. Il futuro, lo sappiamo bene, non è solo in mano nostra, per questo rimettiamo il nostro progetto e noi stesse a Colui che in tutto ha potere di fare molto più di quanto possiamo domandare o pensare, secondo la potenza che già opera in noi (Ef 3,21).

Un grazie speciale a tutti coloro che in questi anni hanno condiviso con noi nell’amicizia un tratto di cammino, a tutti coloro che sono stati per noi il volto della Provvidenza in diversi modi, anche attraverso le donazioni fatte per il nostro nuovo Monastero: niente di tutto questo è andato e andrà perduto; anzi, è un tesoro prezioso che ci permetterà di continuare la nostra missione, in obbedienza a Cristo per la vita del mondo.

A ciascuno di voi chiediamo di accompagnarci con la preghiera: sappiamo bene di averne bisogno. Da parte nostra non solo continueremo a ricordarvi nella preghiera e a portarvi nel cuore con amicizia, ma saremo felicissime di accogliervi nel nostro nuovo Monastero: la porta sarà sempre aperta!

Con gratitudine e amicizia,

le sorelle del Monastero Maria di Magdala

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Pubblicato il Perché vivono i monasteri
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